Chirurgo plastico Napoli: Prof. Raffaele Rauso vi da il benvenuto.

È l’operazione eseguibile già in tenera età e indicata per la correzione delle orecchie a ventola: si tratta dell’otoplastica.

Particolarmente richiesta anche prima dei 18 anni, l’operazione permette infatti di correggere molteplici difetti del padiglione auricolare, migliorando la proiezione, la grandezza e la struttura cartilaginea delle orecchie.

L’operazione si esegue in anestesia locale con sedazione e al suo termine è prevista una medicazione a turbante. Ma cosa c’è da aspettarsi per il post-intervento e come affrontarlo?

Partiamo dall’attenzione che deve essere riservata alle medicazioni. Più precisamente, per l’operazione di otoplastica si utilizza un particolare bendaggio compressivo, un po’ ingombrante e scomodo anche definito “a turbante” che il paziente dovrà mantenere in loco, appena 48 ore. Grazie ad una procedura ideata dal Prof. Rauso Raffaele, i tempi di permanenza del “turbante” si riducono infatti ad appena due giorni contro la tradizionale settimana.

La riduzione del periodo di utilizzo del bendaggio è ottenuta grazie a un’ulteriore medicazione applicata al termine dell’intervento tramite delle vere e proprie suture. Una volta rimossa a distanza di due giorni  la prima medicazione, si procederà alla sua sostituzione con una fascia protettiva per le orecchie da utilizzare soltanto durante la notte.

Per un post-intervento senza intoppi è poi necessario assumere nei tempi e modalità indicate dal chirurgo, i farmaci antinfiammatori e antibiotici, indispensabili per ridurre eventuali dolori e possibili rischi di infezioni e problemi di cicatrizzazione.

Niente attività fisica per qualche settimana dopo l’operazione. Preservare le orecchie da eventuali traumi è fondamentale per garantirne un’ottimale guarigione.

Se si riscontrano inoltre gonfiore ed edemi dopo l’operazione, non c’è da preoccuparsi. È del tutto nella norma e, progressivamente si riassorbiranno in qualche giorno.

Le orecchie necessitano di tempo e pazienza per raggiungere una perfetta guarigione, al paziente spetta il compito di prendersene cura.

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