Chirurgo plastico Napoli: Prof. Raffaele Rauso vi da il benvenuto.

Fermare il tempo che passa e attenuare i segni lasciati dagli anni su viso e collo è l’obiettivo di ogni buon trattamento anti-age di medicina estetica. A volte però, qualche seduta ambulatoriale non sembra bastare per porre un freno all’invecchiamento della pelle.

Non si tratta infatti di cancellare rughe e solchi ma talvolta ciò che si desidera è recuperare la geometria originaria del viso.

Ecco allora che, in alternativa alla medicina estetica e anche ad un intervento di lifting facciale completo, si opta per una diversa soluzione; un tipo di lifting che permette di sollevare i tessuti con un approccio mininvasivo ma con effetti duraturi al pari del classico intervento antiage. Curiosi?

Eccovi tre cose da sapere su questo intervento, noto, per l’appunto, come minilifting.

1. Un lifting ma “mini”
Meno invasivo e meno traumatico del classico intervento di lifting, la procedura versione “mini” permette di ottenere un aspetto più giovane e armonico intervenendo sulla zona del terzo medio inferiore del viso. Si tratta di quell’area del volto che interessa la zona zigomatica, fino a mento e mandibola.
Il minilifting riduce la presenza dei tipici inestetismi dell’invecchiamento della pelle, come le rughe, e la cute in fase di cedimento.

2. L’età giusta?
Se è mini è anche perché è indicato quando la pelle inizia a mostrare i primi segni dell’invecchiamento. Ecco allora che la procedura si presenta particolarmente indicata intorno ai 40 anni. C’è però da chiarire che lo stato di tonicità e compattezza della pelle può variare da individuo ad individuo e in alcuni casi il minilifting può essere anche posticipato o addirittura anticipato nei tempi.

3. Meno tempo in sala operatoria e meno esiti cicatriziali
Trattandosi di un intervento che non interessa tutto il viso, il minilifting presenta tempi operatori più brevi rispetto alla classica procedura di lifting facciale. Parliamo infatti di un intervento di circa un’ora contro le approssimative tre ore del lifting.

Per ottenere una distensione della pelle del viso, ridefinire dunque la linea mandibolare e ottenere zigomi più alti e tonici, si esegue un’incisione dinanzi l’orecchio ed estesa in parte dietro quest’ultimo.

Da qui, si crea una piccola tasca sottocutanea che permette il riposizionamento dei tessuti profondi tramite delle placcature dello SMAS. Successivamente si procede alla rimozione dell’eccesso di cute presente.

Le future cicatrici post-operatorie saranno del tutto invisibili sia la posizione in cui si trovano sia per le tecniche di sutura che consentono di ridurre al minino l’evidenza degli esiti cicatriziali.

Per ulteriori informazioni sul minilifting e sottoporvi all’intervento, a Napoli potete rivolgervi al Prof. Raffaele Rauso.

Minilifting del viso: 3 cose da sapere sull’intervento antiage
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Prof. Raffaele Rauso

Il Prof Raffaele Rauso, chirurgo plastico esperto in chirurgia estetica del volto, del seno e del corpo, opera e riceve a Napoli previo appuntamento.

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