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Mentoplastica Napoli

GENIOPLASTICA

Con questo termine si indicano le tecniche di chirurgia plastica e medicina estetica attuate a modificare proiezione e volume del mento. Queste procedure vanno da trattamenti mini invasivi come la genioplastica d’incremento con filler, fino a tecniche più invasive come l’osteotomia del bordo inferiore della mandibola con riposizionamento.

CHI E’ CANDIDATO ALLA GENIOPLASTICA

Il mento è localizzato nel terzo inferiore del volto, nella sua parte mediana, è rappresenta un importante elemento nell’economia dell’estetica facciale, sopratutto nelle valutazione del profilo. Non infrequentemente ci si può trovare dinanzi ad alterazioni della proiezione del mento in lateralità; un mento eccessivamente pronunciato (mento “da strega”), o eccessivamente poco pronunciato (“mento sfuggente”), possono sottendere delle deformità dell’impalcatura scheletrica del massiccio-facciale, a volte associato a malocclusione dentale. Le malformazioni scheletriche possono essere di 2 tipi, la seconda o la terza classe dento-scheletrica sec. Angle; nel primo caso la mandibola è retrusa (poco pronunciata), nel secondo è prognatica (eccessivamente sviluppata), per tanto in queste condizioni cliniche il mento apparirà rispettivamente “sfuggente” o troppo pronunciato “da strega”.

CHIRURGIA ORTOGNATICA

E’ una branca della chirurgia cranio-facciale che permette la risoluzione delle deformità dento-scheletriche. Quando alterazioni dell’impalcatura scheletrica del volto sono accompagnate da alterazioni dell’occlusione dentale (i denti sono malposti), la chirurgia ortognatica è risolutiva. L’intervento prevede dei tagli ossei (chiamati osteotomie), che liberano il mascellare superiore ed il mascellare inferiore (mandibola) dai loro rapporti anatomici, permettendo al chirurgo di riposizionare il complesso maxillo-madibolare fissando questi monconi ossei con placche e viti, per raggiungere un risultato armonico di tutto il III inferiore del volto. Sebbene, non ci siano cicatrici esterne visibile, perché i tagli vengono tutti fatti all’interno della bocca, l’intervento è abbastanza invasivo, determinando una degenza di circa 2-3 settimane.

 

FILLER

Un’alternativa non invasiva per trattare un deficit di proiezione del mento è rappresentato dall’infiltrazione di sostanze riempitive (filler). L’acido jaluronico può essere un’opzione, sebbene, in aree ove è necessario incrementare le proiezioni ossee, i filler a base di idrossiapatite calcica (un costituente naturale delle ossa e dei denti del nostro organismo) -Radiesse- riescono in maniera più incisiva a risolvere il difetto.

PROTESI MENTONIERE

Le protesi del mento, nei casi in cui il rapporto interdentale è corretto, rappresentano un’ottima opzione per correggere condizioni di “mento sfuggente” e correggere l’estetica del profilo. Le protesi possono essere di differenti materiali (silicone, gore-tex, med-por, etc.) e possono essere introdotte sia tramite un accesso endo-buccale (dal quale naturalmente non esiteranno cicatrici visibili), sia tramite un’incisione cutanea lungo il solco sotto-mentoniero (ove inevitabilmente esiterà una cicatrice, visibile solo quando si alza la testa). L’intervento può essere agevolmente eseguito ambulatorialmente, in anestesia locale con una leggera sedazione anestesiologica, ed ha la durata di circa 40 minuti. Nel post-operatorio sarà importante, almeno per 3 settimane, evitare traumi (sport di contatto e/o affini)ove è stata inserita la protesi, per evitare eventuali dislocamenti della stessa. Le protesi mentoniere possono essere di differenti tipi, e di differente estensione, proprio per rispondere al meglio le esigenze del paziente. Il consulto pre-operatorio tra chirurgo e paziente sarà dirimente per la scelta definitiva.

 

OSTEOTOMIA DEL BORDO INFERIORE DELLA MANDIBOLA

Questa tecnica, nota anche con il nome di genioplastica con riposizionamento della sinfisi mandibolare”, viene eseguita tagliando letteralmente il bordo inferiore della mandibola (la sinfisi mandibolare), il quale verrà riposizionato in modo da simmetrizzare, proiettare o quant’altro sia necessario. Il fissaggio del moncone osseo può avvenire con delle viti passanti e/o con l’ausilio di placche in titanio, le stesse che vengono utilizzate nella traumatologia maxillo-facciale. A distanza di circa 6 mesi, questi dispositivi di fissaggio esterno possono essere rimossi senza problemi, in quanto l’organismo avrà creato un callo osseo che manterrà in sede la sinfisi mentoniera riposizionata. Anche questo intervento, sebbene sia leggermente più invasivo rispetto all’inserimento di una protesi, può essere effettuato ambulatorialmente, in sedazione, senza necessità di pernottamento in clinica.

 

Qualche foto di questo intervento

Ecco alcune foto del prima e dopo di questo intervento di chirurgia plastica estetica.

 

PROFILOPLASTICA

Spesso l’importanza del trattamento chirurgico del mento viene spesso sottostimato dai pazienti, ma il chirurgo esperto saprà ben consigliare al paziente, quando necessario questo trattamento. Ad esempio, in età più avanzata, quando si inizia a creare l’inestetico doppio-mento, potrebbe essere utile associare ad una liposcultura del collo, una piccola protesi mentoniera che può supportare i tessuti svuotati dalla lipo. Oppure, quando ci si avvicina ad un intervento di rinoplastica, è sempre molto importante valutare il profilo in toto e considerare un eventuale trattamento del mento da associare alla rinoplastica. Un buon profilo viene creato quando la distanza tra il trago (la porzione anteriore dell’orecchio) e la punta del naso, è equidistante alla lunghezza che intercorre tra il trago e il punto di maggior proiezione della sinfisi mentoniera (il mento). Il paziente candidato alla rinoplastica non tiene presente questi elementi focali per l’armonia facciale, ma nel post-operatorio (quando la gobba nasale è assente) questi piccoli inestetismi vengono fuori, per questo è fondamentale che il chirurgo abbia ampia esperienza nei trattamenti, sia dei tessuti duri, che di quelli molli, del viso, per garantire il miglior risultato estetico raggiungibile senza stravolgere l’armonia del volto.

Se vuoi saperne di più sulla mentoplastica vieni a trovarci a Napoli c/o la Clinica Ruesch, Viale Maria Cristina di Savoia, 39 (Napoli) - Cap 80122 dove opera il Dottor Raffaele Rauso, oppure puoi contattarci al numero di telefono: 366.39.70.763

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